Quickribbon

venerdì, 09 maggio 2008

- Signorina S. -

Signorina S. la conosco da un po', ma non ho mai avuto molto a che fare con lei .
L'ho sempre vista passare accompagnata, magari a prendere il sole, o aiutata a fare il bagno a mare .

Signorina S. ha la stanza che da sulla spiaggia e i suoi occhi sono lo stesso colore del mare calmo all'alba .
E' poco però che ci frequentiamo più assiduamente, ma forse ho capito cosa le piace: prima di tutto quando mamma papà e fratelli la coccolano .
E ammetto di essere un po' gelosa di questo; ma con me Signorina S. sorride quando le batto le mani e le canto le canzoni...magari quelle dei cartoni animati .
Non quelli di oggi eh!
Quelli vecchi che vedevo anche io, che ha visto anche lei: mila e shiro, heidi, bia la strega della magia...

E soffre il solletico sulle mani: avvicino la bocca e le faccio le pernacchie; e la sua di bocca, si allarga in un sorriso che mi apre il cuore e mi gratifica .

Oggi mentre le davo da mangiare le ho raccontato che dalla finestra della camera vedevo una signora che passeggiava sulla spiaggia . Si è messa a ridere: l'ha capito anche lei che era a dir poco assurdo a quell'ora che qualcuno sano di mente fosse li!

Oggi poi per sbaglio l'ho chiamata bimba e lei si è agitata . Hai ragione, sei una Signorina -le ho detto- e lei si è calmata .

Le ho promesso anche che appena le passa questa febbre andiamo a fare una bella passeggiata, altro che scuola, altro che centro!
Via! Fuori a guardare il mare e a cantare canzoni...

L'ho scritto io alle 15:16

Permalink | Questo post è rintracciabile in ritratti - I vostri commenti (8)


venerdì, 28 settembre 2007

- La mia lettera a Davide -


Ciao Davide,

no, caro no, che non ci si vede da troppo tempo .
Quanti anni sono passati? Dieci, undici? Forse undici si, avevamo entrambi quattordici anni . Io che dovevo andare in secondo ragioneria e tu? Quell'anno, a settembre, avresti preso il liceo . Scientifico mi pare .
Perdonami, non ricordo proprio tutto .
E' che mi sei venuto in mente ieri sera . Un qualcosa di improvviso . O forse nemmeno tanto .
E' stato il vento ed il rumore delle fronde degli alberi a portarmi il profumo e l'immagine del campeggio; di quel campeggio a Porto S. Elpidio dove ci conoscemmo .

Eri piccolino, magrolino e tutti si chiedevano perchè stavamo sempre insieme . Perchè nei pomeriggi, dopo aver aiutato le animatrici con i bambini, andavamo a sdraiarci, la mia testa sulla tua pancia, sullo scivolo più alto .
Ricordo portavi la macchinetta per i denti, eppure io, con quella maglietta nera di Bart (che ancora conservo) ti sorridevo, perchè un po' ci tenevo a te .
Eri quello sempre al centro dell'attenzione, ti divertivi e facevi divertire con le tue imitazioni, le barzellette e quei capelli scuri come la pelle abbronzata, sempre mal pettinati .
Ricordo di quando ci fecero ballare l'hully gully e il ballo del mattone nelle scenette preparate per lo spettacolo del miniclub . Dovevamo metterci guancia a guancia si, come cantava la Pavone e, maledetta timidezza, si diventava sempre rossi nelle prove .

C'erano già i cellulari . Per i grandi naturalmente, e noi ci scambiammo il numero di telefono (quello di casa) quando agosto finì .
E tanto per essere sicuri anche l'indirizzo . Che nemmeno le mail si usavano ancora così facilmente .

Chissà se hai tenuto il mio .
Io, se cerco tra le mie cose, ho ancora quel foglietto spiegazzato (lo tenni in mano come il più caro dei beni) scritto tremolante e nero sulla panchina del parco giochi . Ma non c'è bisogno nemmeno di quello, perchè (vedi tu gli scherzi della memoria) io il tuo indirizzo lo ricordo come fosse ieri; come se avessi adesso quattordici anni ed il visino un po' mesto di chi vede andar via (eri in camper, vero?) un affetto che non sa riconoscere .

Carpi . Civico 1 . Quante volte ho cercato il tuo paese sulla cartina stradale che usavamo per girare . E quante volte mi son fatta giurare da Antonella, che aveva i cugini a Sassuolo, che mi avrebbe portata un giorno li .

E diamine, ho appena scoperto di ricordare anche il tuo cognome, e naturalmente il nome della strada dove abiti (o abitavi? Chissà .)

Forse no, ma mi piace pensare di si, ricorderai anche tu di quella ragazzina un po' più grande di tutte le altre e con i capelli lunghissimi che era sempre con te . Ricorderai di quando la applaudisti al karaoke e lei ti sorrise .

Forse no .
Forse .

Ovunque tu sia, sorriso allegro, come quello di allora .

Diana

p.s.: sbaglio o l'undici novembre arriverai anche tu al quarto di secolo?

 

 

L'ho scritto io alle 16:45

Permalink | Questo post è rintracciabile in ritratti, misspansy life - I vostri commenti (12)


venerdì, 14 settembre 2007

- Simona -

L'ho conosciuta un maggio di due anni fa .
O forse sarebbe meglio dire che ho conosciuto la sua HyStErYa, che all'epoca era un'elfa relativamente tranquilla .
Relativamente perchè decise di far venire le doglie al suo personaggio, mentre istruivamo pedanti novelli giocatori .

Dannato caos che si creò .
Eppure da allora ne è passata di acqua sotto i ponti .
Di Simona ho imparato a conoscere non solo l'elfaccia, ma i suoi modi di fare, la sua voglia di amare ed essere amata .
Ho imparato che è una testa dura (altro che testa di...cocco!) e che se si mette di buzzo a far qualcosa ci riesce .
Non fosse stato così, non avrei di certo preso il traverso di primo mattino (invece di iniziare a studiare eh!), la webcam e iniziato a suonicchiare per spiegarle come leggere uno spartito .

Simona ha un grande amore per la musica . Conosce pezzi che io non ho mai sentito e finalmente ha deciso che quel pianoforte scordato (almeno così dice lei), non sarà più solo un mobile da spolverare .
Simona ha preso certe batoste che non auguro a nessuno, eppure per me un sorriso ed una coccola ce l'ha sempre .

Simona fa certi pensieri che faccio anche io .
E sembriamo due comari quando ci mettiamo a chiacchierare .
Simona ha i capelli corti, l'ho vista in foto, ed io le invidio il coraggio di portarli così .
Simona ama le sue labbra e la sua bocca, è un dato di fatto . Io amo le bocche e le labbra . Anche questo è un dato di fatto .

Simona però, fuma troppo .
E si preoccupa troppo .

Simona ha altri pensieri che ho anche io .
E già mi pregusto la ricerca per il regalo che ho intenzione di farle (le troverò!)
E rido di gusto quando prendo in giro la mia Perversa di fiducia .

Simona oggi ha qualcosa di importante da fare .
Ed io incrocio le dita per lei .

 

 

 

 

 

composizione-fiori

L'ho scritto io alle 10:53

Permalink | Questo post è rintracciabile in ritratti - I vostri commenti (7)


mercoledì, 11 luglio 2007

Ritratto atipico: il co-coprotagonista .


Risulterà forse un di più, poiché di Lui è scritto in quasi tutte le pagine, fosse anche solo attraverso uno sguardo, un bacio, un abbraccio o una sensazione .
Eppure sull’onda delle emozioni che mi da anche quando, forse, non ne è consapevole, scrivo queste due righe che mai potranno dire il tutto che c’è .

Certe sere non possono dimenticarsi: una dopo l’altra, a ridosso di un’estate appena passata, un’ora, un’ora e mezza a ritrovarsi, a ridere, a scherzare accorgendosi poi che qualcosa stava cambiando .
E l’abbiamo vissuta con un paio di “amici fidati” e ad ogni parola era una festa: ma chissà se ci credevano per davvero .
O, se come noi, avevano paura che tutto potesse dissolversi in uno sguardo, nel primo sguardo in una calda mattina di inizio inverno .
Lui, il suo profumo, quel pizzetto che avevo saputo in una chiacchierata, si era fatto crescere da poco e gli occhiali che poi son spariti negli anni .
Lo ricordo con i capelli corti (ma sempre più lunghi di ora) e quel cappotto .

Giorno dopo giorno abbiamo vissuto quella quotidianità virtuale, in un percorso che ci ha fatti crescere, smussati, addolciti . Ho scoperto come Lui avesse in se una dolcezza che con gli altri non faceva trasparire . Un qualcosa di naturale e di destabilizzante per me . Ero io ora, il suo pensiero, e non sapevo come contraccambiare degnamente .

(E’ difficile . Non pensavo potesse esserlo così . Le parole si bloccano e rimangono intasate in petto)

L’ho visto chiudere gli occhi alla sera, l’ho visto sorridermi di primo mattino e darmi il buongiorno con mille carezze e l’ho visto in ogni momento della sua giornata .
Ed anche se ci abbiamo messo qualche tempo, io so che è Lui l’uomo che oggi voglio accanto a me, quello che avrei sempre voluto .
Fortuna è stata quella di incontrarlo in un periodo buio, fortuna ma anche pazienza (più la sua che la mia, lo ammetto) è stata quella di crescere insieme in un tempo (più il mio che il suo) in cui si doveva fare qualche passo in avanti, si doveva maturare .

Mi realizzo in Lui .
E se parlo di me per descrivere Lui, è proprio perché vivo l’essere Noi, attraverso quello che ogni giorno, ogni momento, ogni attimo riesce a darmi . Attraverso quel poco, quel minimo che spero di dargli .

Vivo delle nostre passeggiate sulla spiaggia, del nostro incontrarci, delle nostre serate, delle carezze e dei baci che non sono mai abbastanza, delle stanze di albergo che ci vedono nei fine settimana, degli esperimenti gastronomici che senza di Lui sarebbero nulla, dei sussurri e degli occhi socchiusi, delle lenzuola fresche e dei film guardati accoccolati sul letto, della musica canticchiata fischiata e anche rovinata insieme, della gioia di avere Lui .

E quando chiudo gli occhi lo vedo accanto a me .
E nella instabilità di sentimenti che ci propina il mondo, rimango li, abbracciata a Lui a sognare di dirgli di rimanere per sempre .
Magari, un giorno, ci riesco .
(E, magari, un giorno, mi riesce anche di non spaventarlo con una proposta del genere)


L'ho scritto io alle 12:04

Permalink | Questo post è rintracciabile in ritratti, dedicato al co-coprotagonista - I vostri commenti (7)


mercoledì, 23 maggio 2007

- Capelli neri -

Capelli neri era la mia migliore amica .
Era il periodo dei miei 15 anni, quando quell'omino bistrattato che era mio marito, decise di andar via dalla nostra scuola .
Capelli neri aveva (ed ha) due anni più di me, ma ci trovammo in classe insieme . Uno lei l'aveva perso alla scuola media, non ricordo come ne perchè, visto che poi era lei quella che studiava di più .
Magra, la ricordo magrissima e con quel complesso del seno piccolo mentre tutte le altre ragazze decidevano di sbocciare prepotentemente, così, da un giorno all'altro .

Di lei ricordo gli occhi belli, scuri...la sua parlata dialettale che non capivo praticamente mai e le lettere .
Ci vedavamo ogni giorno a scuola e lei mi aspettava davanti la chiesa di S.Giovanni . Un paio di chiacchiere e poi via a percorrere insieme quell'ultimo tratto a piedi . In seguito ricordo si aspettava anche un ragazzo...ma questa è un'altra storia .

Lettere su lettere . Quante ce ne siamo scritte? La colpiva un disagio adolescenziale tipico . Problemi con la famiglia, la nascita di una sorella che adorava e quel sentirsi sempre un pesce fuor d'acqua .
In verità non so se lo fosse veramente, non gliel'ho mai chiesto; ma i compagni di classe non sono mai stati clementi con lei .
Forse perchè era vera .
Già .
Quello che pensava faceva, foss'anche, a 17 anni, cantare per la strada le canzoni dei cartoni animati con un'altra mia compagna .

Le piaceva cucinare, mentre io, alla fine della mia prima cotta non corrisposta, mal sopportavo tutto quello che avesse a che fare con i ruoli istituzionali della donna di casa .
Ricordo una Pasqua in cui mi portò un dolce tipico fatto con le sue mani . Ci rimasi di stucco .

Fu lei ad accogliermi, come ogni mattina, quel 26 gennaio sulle scale della solita chiesa . A lei raccontai il mio primo bacio . Era più euforica di me, lo ricordo bene . Pensavo che le amiche vere fossero così; fosse naturale per loro gioire delle gioie più di colei che le aveva vissute .

Te l'avevo detto che ti baciava, te l'avevo detto...

mi continuava a dire saltellando, mentre io cercavo di fermarla e allo stesso tempo mi guardavo intorno .
Ma avevo lo stesso sorriso che ho in questo momento a ricordare quegli attimi .

Lei che moriva dietro un musicista . Andavamo di pari passo in quel periodo . Io persa dietro il mio primo bacio musicista, lei dietro quel ragazzo che suonava tanto bene la chitarra .
Le insegnai a truccarsi, che i suoi, nonostante l'età, non volevano, o almeno così mi par di ricordare.
In compenso lei mi iniziò alla cosa più stupenda della mia vita: la musica .

Fu proprio una di quelle mattine li a S. Giovanni che si presentò con un libricino rosso (vecchia, vecchissima edizione) . Lo aprì e mi insegnò il primo solfeggio . Lei che (flauto traverso) il metodo Bona lo aveva finito da un po'...

Capelli neri è scomparsa dalla mia vita ormai sette anni fa .
Di lei so solo che ha seguito il cuore, ma non so nemmeno per quanto tempo .
Ha scelto uno che le faceva il filo...forse per poco, forse sono ancora insieme, non so .
Eppure ancora ricordo il suono del suo flauto, le lacrime per la sua musica ostacolata, gli abbracci improvvisi e l'amore che nutriva per i bambini .
L'ho sempre immaginata madre .

Per lei ho pianto . Ho pianto quando ha preferito credere ad altri piuttosto che a me .
Ma Capelli neri non l'hai mai saputo, ne mai lo saprà .

 

L'ho scritto io alle 12:07

Permalink | Questo post è rintracciabile in ritratti - I vostri commenti (12)






Who's Miss Pansy?





Quando ho scritto l'ultimo post:



musica in ascoltoTime Out - Dave Brubeck Quartet
cosa pensoChe abbia un lavoro?
studio si, ma cosa?Manoscritti e teoria

Weather report fulmini saette e vento

Mood Voglio urlare!

Il coprotagonista



Racconti di Miss...quando Pansy scrive



Angolo obesità e problemi alimentari

Gocce d'aiuto. A loro devo molto!

Forum sull'obesità e i problemi alimentari

Attualmente sul comodino

Stop alle abbuffate - Bulimia e binge eating
How many?

*loading*
Dal 27 febbraio 07




TASTINI

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami
Feeds

  • © Tutti i diritti riservati
  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Google pensaci tu!


Credits

ArancioGrafica (o anche ArancioMacchia) per il codice del template(Insomma a parte qualche piccola variazione personale a rovinare il lavoro originale, ha fatto tutto lei!) Splinder e Altervista per l'hosting. Google per l'immagine.