mercoledì, 25 giugno 2008
- Categorie autostradali -
Dopo la fenomenologia del Cappiello in automobile, passiamo oggi alle categorie che si ritrovano (nemmen fossero in un rave party, in un’orgia a quattro ruote) in autostrada .
In particolare, si distinguono tre tipi di esemplari che facilmente possono intralciare il buon cammino di chi la patente non l’ha presa a punti (ma, magari, la perde) .
L’indeciso: è colui che oscilla come una ballerina con tanto di tutù da una corsia all’altra . Va a 50km/h e si posiziona a cavallo sulla striscia tratteggiata . Tratti distintivi: cieco ai lampeggiamenti, sordo al segnalatore acustico .
Il flemmatico: 70km/h in seconda corsia . Penso basti .
L’anarchico: sfreccia solitamente oltre i 150km/h (mistero della fede e dei tutor e/o autovelox), usa arbitrariamente tutte e tre le corsie, zigzagando come una trottola impazzita tra macchine, moto e tir . Se non trova nessuna corsia abbastanza libera da permettergli il gioco di prestigio (adesso ci sono, ora non ci sono più) si attacca alla macchina che lo precede, mimetizzandosi fino a quando non avrà il suo spazio . Tratti distintivi: ego smisurato, allergia alle frecce (che mica è indiano lui…), dito allenato al lampeggiamento selvaggio .
Provate a fare un viaggio in autostrada: vi sfido personalmente a non trovarne nemmeno uno .
Andate piano, non bevete/drogatevi/psicofarmacizzatevi prima di mettervi in automobile, men at work e tutto il resto che già sapete .

L'ho scritto io alle 14:20
lunedì, 23 giugno 2008
- Globalizzazione in spiaggia... -
è sentir parlare i tuoi vicini di ombrellone con la propria prole e non capire se hai di fianco turisti albanesi o ciociari...

L'ho scritto io alle 18:10
venerdì, 23 maggio 2008
- Al volo...Gomorra -
Pansysorella: ma allora sabato viene Augu?
Miss: sisi, finisco di lavorare e viene qui al lido...
Pansysorella: ...e dove andate?
Miss: mah, penso dopo andiamo al cinema a vedere Gomorra e poi in giro...
Pansysorella: (si gira di scatto e inizia a ridere)
Miss: ... .... mbè?
Pansysorella: (sogghignando) non è che poi gli chiedono gli autografi in sala?
...

Che io ora non posso farvi vedere una fotografia del Co.co., ma Lui è decisamente più bello di Saviano...
Eh!
ndA per Lui: Amor abbi pazienza eh...
L'ho scritto io alle 22:50
martedì, 29 aprile 2008
- Spara! -
E per fortuna che ha messo il ghiaccio sintetico .
"Dià ma questo naso non si congela?"
Ci ha buttato sopra mezza bomboletta che siamo stati più tempo a semiaddormentare che a sparare .
Si perchè poi è stato tutto come quasi quattordici anni fa: ho chiuso gli occhi, mi ha piantato la pistola al viso e...
TAC
Gli occhi pieni di lacrime ed un coso enorme che sbuca dal naso .
Fortuna che tra tre giorni cambierò e metterò una cosa mooolto più discreta .
E tutto questo per un piercing al naso alla bella età di 25 anni

(nell'era del reality notare la prima foto in assoluto dopo la commozione del dolore :D )
L'ho scritto io alle 14:27
venerdì, 11 aprile 2008
- Le comari (fenomenologia) -
Ci addentriamo oggi nell'antropologia più deliziosamente spicciola e delimitata ad un territorio: il mio .
O almeno quello dove vivo .
L'idea mi è venuta ieri pomeriggio, tornando dalla spesa di surgelati dietetici (giusto per riempire un po' il congelatore di merluzzo, sogliole e roba che tu pesi congelata e te ne ritrovi metà quando devi mettere a cuocere) , ma è stato solo un ritrovare qualcosa di radicato nel tempo .
A dispetto della mattinata uggiosa, le ore post pranzo si presentavano con un bel sole caldo .
E quando il sole è fuori, veloce corre il tam tam delle comari; urlano da un balcone ad un altro e dopo cinque minuti le vedi uscire dai cancelli in massa .
Solitamente sono mai meno di tre, ma strada facendo possono aggiungersi fino ad arrivare (ma questo più quando la stagione estiva è al suo culmine) ad un gruppo anche di dieci .
Durante la camminata, come se stessero ancora sui rispettivi balconi, hanno un tono di voce alterato con risate che farebbero inorridire i bambini più spavaldi (quelli che non si spaventano quando canti loro la filastrocca dell'uomo nero) .
Usualmente, se la giornata non prevede almeno 30°C, vestono con abitini leggeri, ma tengono sempre sulle spalle, uno scialle di lana e la mano che stringe i due lembi sul seno .
Le scarpe solitamente sono quelle comodissime e a "barca", usurate dalle stesse camminate e da piedi affaticati .
Ma la cosa che più fa sorridere è il passo che tengono .
E' lento, certo, ma tutte, da quelle più magre a quelle più in carne tendono ad oscillare ad ogni passo a destra e a sinistra, le vesti che seguono quel ritmo da sedia a dondolo .
Tutte, ma proprio tutte, quando ti vedono passare (a piedi, in macchina, in bicicletta) ti guardano con sguardo bieco e son convinta che nella loro testolina registrano chi sei, cosa facevi a quell'ora in quella strada e con chi eri .
Insomma a poter conservare i loro cervelli in futuro, uno storico potrebbe ricavarne tutti gli usi e le abitudini di un paese...

E se ogni mondo è paese, ogni paese ha almeno due comari...
L'ho scritto io alle 10:59