- Trouble -
(In ricordo del mio primo lettore cd portatile)
Quando alle cinque e mezzo del mattino, ciondolavo in stazione. La luce del sottopassaggio stagliata sui visi stanchi di noi pendolari.
Impietosa.
Occhiaie, borse trascinate e chiacchiericcio.
Poi il treno, quasi mai avvisato.
Regionale delle 5.47 che di fermate fino a Roma forse troppe ne faceva.
Il primo rito, quello di sistemare il cappotto sul sedile gelido.
Poi il secondo, mentre altri già dormivano: il lettore cd tirato fuori dallo zaino ed un cd dei Coldplay.
Lo sguardo fuori dal finestrino. Ed immaginavi il mare. Dove doveva stare, perchè non lo vedevi. Eppure già un po' di nostalgia ti saliva.
Due ore per arrivare nella città (dell') Eterna (corsa).
Due ore per non capire i ritmi dei romani che si affannavano per scendere nella metro arancione.
E forse non li hai mai capiti.
Non avresti mai potuto, perchè ogni mattina l'aurora era li ad aspettarti da un finestrino di un lento regionale. Era lei che ti regalava il primo calore della giornata.
Ed ancora i sorrisi a quei primi raggi che filtravano per dirigersi diritti sul viso.
Fermate su fermate.
E la carrozza si riempiva, mentre il chiacchierare via via era più distinto.
Un impastato accento campano, veniva quasi zittito da quello romano.
E li ritrovavi tutti li. Sul treno del ritorno, quello delle 17.11 da Termini.
Stanchi, affannati perchè perdere il treno significava arrivare un'ora dopo a casa.
Tutti insieme a guardare il tramonto.
E di nuovo il lettore cd, stavolta con un paio di libri sulle gambe per studiare un paio d'ore.
E di nuovo mi son persa nei meandri nostalgici del ricordo.









La suoneria indiana per il numero indiano del co-co(ancora per poco spero)
-6...
teoria 







