- Magia... -
E basta poco.
Anziani che si rincorrono giocando a nascondino.
- E' una pozza quella, saltiamoci dentro! -
- Il fango il fango, ci sporcheremo di fango -
Urla una ragazzina con un cerchio di perle al collo e i tacchi da signora.
E la magia si compie.
La stessa che fa illuminare il giorno.
- Guarda! Alberi con le radici che toccano il cielo -
E la bambina un po' ci crede; un po' scuote il capo incaponita.
Ed è quando si volta verso quello spettacolo ed apre la bocca stupefatta, che le perle lasciano la collana per rotolare ai piedi delle fronde dell'albero.
Veloce corre, non ancora conscia.
Corre, e inciampa una, due volte nei tacchi che lascia lungo la strada.
La pelle si disegna di rughe, il respiro affanna, ma sembra non darci conto.
Indietro, poco indietro sebbene ella abbia corso, loro: gli anziani che giocavano.
Sorridono nel veder la mutazione.
Sorridono, e sbattono l'una contro l'altra le mani nodose.
La bambina non più bambina, non più vestita di perle e tacchi si volta: guarda le mani, se le porta al viso, ai capelli candidi.
Sorride.
S'unisce agli altri.
Ed ancora corre.
Per le pozze di fango del campo.









La suoneria indiana per il numero indiano del co-co(ancora per poco spero)
-6...
teoria 







