- Indigestioni -
E' un tempo un po' così.
Un tempo che la notte, quando spalanco gli occhi e fisso il soffitto, mi vien voglia di scrivere, ma non quella di alzarmi e prendere carta e penna.
E rimango lì, a fissare il bianco della vernice, incantata dal volo di una tenace zanzara che si porta dietro una minicoperta di lana, non perdendo nemmeno più tempo a ronzare.
Dicevo, mi vien da scrivere. Cose importanti, cose meno, cazzate direi se non fossi una Signora.
Le vedo nel mio cervello, vedo tutte le lettere che si compongono e vanno a posizionarsi per creare una parola, e poi una frase e poi...
E poi basta.
Si blocca tutto.
Finita l'introduzione, vedo il bianco sotto. E ancora bianco, bianco, bianco, come se il soffitto fosse diventato pavimento.
Poi, di nuovo lettere, parole e frasi.
Due righe.
Quelle finali s'intende.
Frasone ad effetto, che naturalmente adesso non ricorderei nemmeno sotto tortura. Frasone da conclusione appunto; di quelle che ti senti soddisfatto di aver messo l'ultimo punto.
Di quelle che chi legge, non può fare a meno di ringraziarti perchè gli hai aperto la mente, gli hai svelato uno dei segreti più profondi della sua esistenza.
Rimango così, con mille discorsi aperti e chiusi ma non sviluppati; la zanzara sotto la mia coperta e la certezza di aver perso un'occasione per star zitta.
E domani, si mangia leggero.









La suoneria indiana per il numero indiano del co-co(ancora per poco spero)
-6...
teoria 







