- Bisessualità latente -
Sai cosa mi piace delle donne? La linea che parte dal centro dei seni e finisce sull'ombelico . O perchè no, l'anca, la piccola sporgenza dell'osso sacro: parti da li fino ad accarezzare la peluria...
Pronunciò quella frase con un sorriso disinvolto, mentre girava la forchetta, rigorosamente in senso antiorario, a prendere quei fili di linguine con gamberetti e asparagi . Sebbene quei discorsi non fossero soliti, lui non aveva fatto una piega . Lei, lo sapeva, anche senza guardarlo .
Tutto era partito da un commento circa il sedere di una bella signora . Degno di nota in effetti, ma no, a Lei il sedere delle donne piaceva poco .
O almeno così rispose, pur apprezzandone con gli occhi, forma e grandezza .
Si accorse però, mentre dischiudeva le labbra per accogliere quel boccone, di aver barato .
In effetti il sedere in se' non l'attraeva, piuttosto la curva che si viene a creare, quando un bel corpo femminile si adagia mollemente tra le lenzuola fresche .
Ma non lo disse .
Preferì bere dal calice il fresco vino bianco appena versato da Lui .
E il discorso venne lasciato li . Iniziarono a parlare d'altro; cose divertenti per lo più, mentre il piccolo locale, praticamente scavato nella pietra, andava via via affollandosi .
Dall'unico tavolo allestito all'esterno, ogni tanto veniva rumore di bottiglie stappate . Non si lasciarono sfuggire nemmeno questo .
Alle pareti foto, ritagli di giornale e bottiglie . Tante bottiglie, la maggior parte non ordinate nelle celle, ma messe li...in piedi . Voglia mai la terra decidere di tremare .
Altri discorsi la distolsero da quel pensiero, che in effetti, ritornava ogni qualvolta mangiava in quel posto . Lo guardò poi armeggiare ordinatamente, coltello e forchetta, con un gamberone . Qualcuno all'altro tavolo venne invitato ad assaggiare (crash) la testa . Rivoli di cervello, amaro -disse Lui- colarono agli angoli della bocca del malcapitato, che riuscì malamente a nascondere la faccia schifata .
Sorrise divertita a Lui e lasciò che l'ennesimo pensiero non avesse voce . Era stata li sul punto di dirgli che aveva parlato ad un'amica di come mangiare con l'uomo -con il suo uomo, si era corretta poi- le facesse sesso .
Aveva usato proprio quella parola, sesso, si . Eppure adesso, nonostante la morbidezza di quel sentimento che li legava, nonostante la complicità, le sembrava dura .
Un qualcosa di urlato che stonava con quella mano che cercava la sua sotto il tavolo .
Tuttavia ricordò le tende chiuse, la penombra e poi il buio ed il sapore di quelle labbra quando -a sorpresa- si erano posate sulle sue . Il collo proteso a cercarle ancora, a cercare nel nero, ad implorare mutamente che Lui gliele facesse ancora mordere, assaggiare, assaporare .
Istintivamente strinse le gambe e si accorse che Lui la osservava, mentre sorseggiava il caffè .
Ero a guardare quel tavolo...
rispose con un sorriso prima di alzarsi dal tavolo .
Era contenta di avere quell'uomo al suo fianco; quell'uomo che di certo sapeva quali pensieri la prendevano nello sfiorarsi . E forse, era compiaciuto dell'esser oggetto del desiderio d'ella .
Si ripromise di parlargli, o ancor meglio, di scrivergli tutto quello che Le era passato per la testa a quel tavolo .
Sfilarono via, sui sanpietrini sconnessi, abbracciandosi e ridendo ancora .










La suoneria indiana per il numero indiano del co-co(ancora per poco spero)
-6...
teoria 







