- Mareeeemma Maiala! -
Mi rigiro nel letto, occhi chiusi a cercare di capire, orecchie all'erta, dove sono .
Nel mio letto .
Singolo .
Primo giorno a casa e già mi manca -oforseno- (il tuo abbraccio, o si, certo...) l'odore di pecorino che veniva fuori da ogni bottega e quella parlata un po' così che abbiamo cercato di imitare per tutti i nostri giri .
Ebbene si, con il co-coprotagonista, in barba al lavoro che poteva venir fuori all'ultimo minuto, nevrosi da eventuale non partenza da parte, ci siamo messi in macchina e dopo 4 ore di viaggio (per me, 5 e mezzo per Lui) siamo arrivati nella ridente cittadina di Pienza, che ci ha accolti con un bel sole .
Dopo aver svuotato borse e borsettine in stanza, chiamato chi si doveva chiamare -no mamma sono le otto di sera, non sono arrivata ora!- fatta una sana doccia e lavato i denti così da asportare tutto il sapore di rustichella presa a Tevere Est, siamo partiti, destinazione Montepulciano .
Le colline senesi ci hanno accompagnato per tutto il tragitto -ma perchè son così gialle?-, così come il dolore ai polpacci .
Il primo approccio con la cittadina del Nobile non è stata grandiosa . O forse sarebbe meglio specificare il primo approccio con i suoi parcheggi...ma vi assicuro che con un paio di scarpe comode e tanta voglia si arriva dappertutto!
Il secondo approccio invece è stato molto più tranquillo . Tutta un borgo, Montepulciano vive tra musica (che veniva fuori da un paio di edifici a piazza grande) e la rappresentazione del Bruscello .
Qualcuno ha abbozzato anche una bossanova con la fisarmonica ed il co-coprotagonista a quel punto ha temuto mi mettessi a ballare in strada .
Il terzo approccio è stato a dir poco edificante . Mortificati dall'autogrill, noi che siamo turisti enogastronomici, o almeno così dice Lui -e la bilancia oggi mi ha urlato un più 3kg!-, abbiamo prima preso l'aperitivo al caffè storico Poliziano, poi ci siamo fiondati da lui...l'oste mordace, che a onor del vero, ci ha presentato una Signora fiorentina, qui immortalata già voracemente a metà .

Dopo il nostro chilo e 100 di carne, ce ne siamo andati, soddisfatti, romanticamente mano nella mano per le discese del paese . Romanticamente e anche per sorreggerci dopo il vinello della casa stranamente iperalcolico .
Dopo la nottata passata tra giramenti di capo e risvegli a due, quasi di buonora riusciamo a metterci in macchina per arrivare a Siena . Un caldo pauroso, ma son rimasta a bocca aperta quando mi si è palesata davanti Piazza del Campo .
Lui no . Lui è impassibile, si sa . E quando con la bocca aperta ho blaterato qualcosa, come scusa Lui ha biascicato che già ci era stato .
Però quando al Palazzo Pubblico
abbiamo trovato una mostra fotografica di Polillo figlio sui grandi musicisti jazz, ci siamo fiondati con un bel sorriso .
Giro prettamente turistico, ma soddisfacente . Ritorno alla base, non prima di una telefonata a chi di dovere (questa volta non mia) e piccolo rimpianto del co-coprotagonista al sentire che la famiglia era al fresco in gita ad Amalfi .
Riposino, doccia e pianificazione dell'itinerario e poi via a vedere S.Biagio, situata proprio ai piedi di Montepulciano .

Orario di cena, quindi via ad un ristorante proprio li dietro . Mentre per colpa di qualche vero turista enogastronomico che pubblica le sue esperienze su blog, il co-coprotagonista cercava di capire le marche delle posate e dei bicchieri, io avevo gli occhi all'insù per il piacere che mi ha dato la pappa al pomodoro . Se ci ripenso mi viene l'acquolina . Così come molte altre portate del menù degustazione che abbiamo preso .
Ritorno in albergo, questa volta non ubriachi . Il mattino dopo di nuovo in macchina per arrivare a S.Quirico d'Orcia (dove mannaggia non ho scattato nemmeno una foto, quindi ne prendiamo una da internet!)

e pomeriggio a visitare Montalcino .
Purtroppo il tempo avverso ci ha costretti a girare davvero poco, così che l'avventura ilcinese non è stata delle migliori, ma un calice indegnamente immortalato ha salvato un po' l'umore .
Ritorno verso S. Quirico per cena . E conseguente allagamento della sala del ristorante .
E si, perchè nel frattempo, erano arrivate due telefonate di PansyMadre preoccupata, che mi avvisavano che a Firenze proprio bel tempo non lo stava facendo .
E difatti l'ira divina si è abbattuta sulla Val d'Orcia...con noi sotto .
Il quarto giorno siamo stati più previdenti . Siamo stati capaci di comprare un ombrello a Chiusi, proprio quando il tempo andava migliorando . Inutile dire che l'ombrello non è stato ancora ingegnato .
Però ci siamo goduti il giro del centro storico con un bel fresco, così come l'ennesimo ristorante, dove per poco -come ha detto il co-cop. - non s'usciva a parient [trad.: si trovano episodi di vita o luoghi che collegano due o più persone] con i due simpatici proprietari, che hanno passato la loro gioventù artistica nel basso Lazio .
Salutati i due, abbiamo deciso di emigrare in Umbria, seppure per un paio di ore, arrivando a Castiglione del Lago, affacciata proprio sul Trasimeno . Dopo aver dribblato procaci donnine che sull'uscio dei loro negozietti di salumi ci offrivano un assaggio alle tre del pomeriggio, abbiamo fatto qualche spesa e quindi via di salame al tartufo, capocollo e salsine varie .
Abbiamo scoperto che c'è gente che va al lago proprio come noi andiamo al mare (con tanto di ombrelloni e lettini) .
Alla sera, con le gambe distrutte da 4 giorni di cammino e con lo stomaco grosso quanto un'otre per i 4 giorni di degustazione, ci siamo dedicati ad un giro per il centro di Pienza . Inutile dire che anche a negozi chiusi, alle dieci di sera, il paese si distingue oltre che per il panorama, per un persistente odore di pecorino

Odore che avremmo ritrovato la mattina dopo quando abbiamo fatto l'ultimo giro di compere prima di scappare via .
Naturalmente li e nei posti che abbiamo visitato, non ci siamo fatti scappare questo benedetto pecorino (sottovuoto altrimenti il co-co avrebbe dovuto buttare una macchina), il miele di quercia e castagno, i cantucci da forno, il vinsanto, la cremina di fegato di pollo da mettere sui crostini, le marmellate di tutti i tipi, il lardo di cinta senese e altre amenità che la famiglia, al mio ritorno ha già avuto modo di apprezzare .
Epperò dopo tutto questo vagare e questo mangiare, lasciatemi dedicare un pensiero dolce a Lui .
Grazie Ing.
p.s.: facciamo che la foto del C27 la tengo ancora un po' sul desktop...