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domenica, 28 gennaio 2007
- 25 Gennaio -
 
 
Ogni anno . Ogni anno di 25 gennaio il mio pensiero, anche solo per un minuto, anzi si, proprio per un minuto, di meno forse non di più, va a quella sera .
Ed il ricordo di una bambina, quella che ero e di un ragazzo .
 
Ogni anno . Dannazione, ogni anno .
Anche quando quella bambina è cresciuta .
Anche quando felice accanto al suo uomo non poteva desiderare di meglio .
 
Anche quando i baci son diventati più sicuri . Anche quando mi sono accorta che i baci dati dopo, dati a Lui, all’uomo che mi è vicino mi davano mille volte di più l’emozione che ha potuto darmi quel primo .
 
Ed è andato .
Andato via .
Il pensiero .
 
Quest’anno è passato così .
Forse per la prima volta quel 25 gennaio mi è scivolato addosso . Nonostante l’abbia passato li, tra le mie cose, quelle mi appartengono e che una volta dividevo con il mio primo bacio .
 
Quanti ne sono passati?
Eppure la nostalgia buona, quella che ti fa dire con sicurezza “non c’è paragone”, prende .
Anzi, prendeva .
 
Perché quest’anno è andata così .

 
Ed è solo il dissolversi dei ricordi che mi spaventa .
L'ho scritto io alle 11:14

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domenica, 21 gennaio 2007
- Quando scoprii che i topolini… -
 
 
Quando scoprii che i topolini non eran tutti bianchi e venivano tutti fuori da un bucherello ad arco iniziai a lasciar perdere i cartoni animati .
Anche perché io cercavo cercavo, ma a casa mia s’è sempre avuto il battiscopa . No dico, avete presente quelle semimattonelle lungo il muro?
Ecco .
Io ero li, a cercar di capire come potessero fare i topolini a farsi una casarella decente con il mio battiscopa .
 
Insomma, quando scoprii che i topolini, bianchi non erano, e non erano nemmeno piccoli stavo cambiando casa .
E mi sembrò un insulto quello .
Mi sembrò che il mondo stesse facendo di tutto per mentirmi .
 
Iniziarono infatti a dirmi che quella scala in mezzo all’erba alta fosse la mia nuova casa; che a me, nata e cresciuta in un appartamento, avrebbero dato la stanza al secondo piano .
E ricordo di aver pianto, o forse no…ma di sicuro ci rimasi malissimo.
Dove l’avrei messo il disegno di Topolino? Li, sulla parete che non c’era?
 
Insomma me ne andai con in mano il mio quadretto disneyano e l’impressione che non tutto quello che andava cambiando si prospettava migliore .

E l’avrei capito ancor di più quando in un caldo ottobre di inizio decennio, venni a sapere che avrei iniziato gli anni novanta senza il mito di un omone e delle sue renne.
Di certo la vecchina non mi avrebbe fatto piangere con quella storia del finto carbone .
 
Quando scoprii che i topolini non erano tutti bianchi, il mio vestito di bimba iniziò a sporcarsi di quel grigio realtà che ancora oggi m’accompagna .
L'ho scritto io alle 11:09

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