- Domani, nuovo spettacolo -
- Quando lo stadio
spegne i fari
e va a dormire,
ascolta i sogni che
la gente porta via -
Clack clack clack clack
Si abbassano le levette della centralina dei fari.
Tac tac tac tac tac tac tac tac tac
Una ad una si spengono le casse
La gente è via. E noi ancora con i vestiti indosso come maschere lasciate cadere, sorrette solo da un'impalcatura di musica.
La notte è complice.
- Fate cambiare prima i ragazzi che così iniziano a smontare -
Le porte del camion, camerino improvvisato, che sbattono.
Sedute sulle pedane noi, con i tacchi che fanno male. Telefonate a fidanzati ufficiali e non.
Risate sommesse.
- Mmm ma questi ragazzi son peggio delle spose, quanto ci mettono? -
Ecco i nostri fratelli che risalgono sul palco: " Era ora..." tuona qualcuna, e poi di corsa a mettere felpa, jeans e scarpette da ginnastica.
Gli occhiali leggeri prendono il posto delle lenti a contatto.
Ed eccoci sopra anche noi.
Con l'unico faro cittadino ancora acceso a farci luce in un groviglio di cavi che sembrano non finire mai.
Arrotola scoccia e metti a posto -Bilanciati con bilanciati, tutto il resto nell'altra cassa-
I cavi di alimentazione -quelli bianchi?- rimangono sempre alla fine, son più pesanti e più polverosi.
Sono ancora li quando i ragazzi abbassano l'americana con i tendoni dietro.
Silenzio...lavoriamo come formichine stanche.
Poi, scoppia una risata, che fa alzare la testa a tutti. E magari vedi il batterista che salta sul fisarmonicista, scombinandogli tutti i capelli.
E ne approfitti per riposarti poggiandoti su una cassa ancora non caricata.
E ridi.
Non hai nemmeno la forza per ridere, ma lo fai, con gusto, come se il segreto fosse tutto li, in quella risata fatta alle 2 di notte, mentre gli altri dormono, o vorrebbero dormire.
Rimane un palco vuoto. Un'insieme di assi ordinate o meno.
La magia è finita.
Lo spettacolo è terminato.
Anche stasera, noi animali da tavole, ci siamo nutriti delle risate e degli applausi del pubblico.
Domani, nuovo spettacolo.