- Tornare è un po' come morire -
Ricordo che una persona a suo tempo, mi disse che non si poteva scrivere un pezzo su un evento, giorni e giorni dopo.
L' impatto emotivo, e tutti i particolari che fanno grande un qualcosa, sarebbero stati dispersi inevitabilmente in qualche angolo del cervello che di certo non ci avrebbe fatto la cortesia di riattivarsi a tempo debito per metter giù quelle righe.
E così, svuotata la valigia, torno a ripercorrere quello che penso sia stato il mio viaggio ideale.
Il viaggio più bello, il viaggio delle novità e delle emozioni che fanno perdere il ritmo al cuore. Il viaggio delle sensazioni amplificate e di momenti che fino a poco tempo fa, quasi non speravo più di poterne gioire.
E il ritorno alla vita normale è sempre delicato.
Si vacilla tra la malinconia di una cosa passata e la felicità di aver fatto un altro passo in avanti.
Svegliarsi al mattino e non trovare più lui sotto il lenzuolo che ti sorride e ti stringe, le chiacchiere prima di andare a letto, le coccole a qualsiasi ora della giornata.
E le risate, le tante risate che abbiamo condiviso, per qualsiasi banalità. Passeggiate in paesi quasi sempre in salita, i laghi e i cavalli che non mancavano mai.
Ritrovare il piacere del mangiare, e del farlo insieme. Assaggiare, spizzicare, addentare, assaporare e lasciarsi andare ad improbabili interpretazioni su un franciacorta che non avevo mai bevuto.
Lo stomaco che reclama un po' di quiete, e i dolcetti del forno mangiati seduti sul letto fino a non farcela più.
La bellezza del dividere tutto il quotidiano con la persona che ami, e ritrovarsi ancora una volta, più innamorati di prima.
Consapevole che è qui tutto quello che desideri. In questo spaccato di vita insieme, in quegli sguardi la mattina appena svegli, in quelle mani che si cercano e si intrecciano nel bel mezzo della notte, in quei cd di jazz e nella radio che ci faceva compagnia sulla strada che portava ai vari paesini.
Consapevole che niente è per sempre, ma che il ricordo della nostra prima vacanza insieme rimarrà con noi per molto altro tempo ancora.










Time Out - Dave Brubeck Quartet
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