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lunedì, 30 agosto 2004

Di un viaggio non ancora fatto

Orte-Orvieto-Chiusi-Arezzo-Firenze S.Maria Novella
Poco meno di 4 ore di intercity e sono fuori da queste quattro mura nominali. Quattro persone che non si accorgeranno nemmeno che son partita, pur avendo visto la prenotazione, in bella vista sulla scrivania, quella vicino al letto.
La strada ferrata fino a Roma, mi è fin troppo familiare. Guardo fuori dal finestrino, tanto per dare una direzione ai miei occhi. I nomi delle stazioni si deformano al nostro passaggio, ma è tutto fin troppo soggettivo.
Chi è li fermo, lo vede ben piantato il cartello azzurro, questione di punti di vista.

La campagna della periferia romana d'estate mi ha sempre messo una tristezza assurda, ma stavolta non mi tocca. Stavolta non resterò li, sono in viaggio...e cammino restando seduta nel posto assegnatomi da quel tipo strano della biglietteria.
Non che fosse poi così strano, ma la custodia nera di un clarinetto che faceva capolino dietro la sua sedia, faceva la sua inquietante figura.
Ho immaginato che lo suonasse nel preciso istante in cui un transito riscaldava, seppur per pochi attimi, la rotaia locale. Così, giusto per non farsi sentire, giusto per assaporare il legno dell'ancia.

Il viaggio, quello vero, inizia adesso. Quasi mi dispiace non aver preso un diretto. I colori dei paesi e dei campi si mescolano come in un quadro di Vincent.
Gente vestita a modo nel mio scompartimento. Una madre con una bambina di poco meno di 14 anni, con relativo cellulare attaccato al collo. Strana moda. Lei [la quattordicenne, che se la chiami bimba si offende], è li, e con una tecnica a dir poco favolosa, compone con una sola mano, sms a velocità spaventosa.
Ed io ringrazio la bimba che finalmente mi ha fatto capire del perchè ci hanno dotati di pollice opponibile.
Vicino, una ragazza della mia età, presumibilmente italiana, che a tratti legge un qualcosa di King. Ogni tanto mi guarda, ed aspetta solo che tolga le cuffie del mio lettore cd, per attaccare bottone.
Ma io non ho nessunissima voglia di parlare.
Son partita sola...ci sarà un motivo no?

Un pazzo va avanti e indietro, mandando a quel paese chiunque incroci il suo sguardo. E' divertente, e poi porta con se una radiolina di plastica, spenta, e canta spostando le frequenze, della radio...spenta.
Quando passa vicino al mio posto, gli cadono degli improbabili occhiali da sole. Li raccolgo e glieli porgo senza dire una parola. Lui mi guarda e stranamente non mi arrivano improperi, ma un flebile -grazie-.

Ci siamo, Firenze è vicina, me ne accorgo dai passeggeri che iniziano ad agitarsi ed alzarsi, avendo cura di non dimenticare nessun bagaglio.
Non corro pericoli di questo tipo. Ho uno zainetto e un borsone da piscina per gli abiti.
Vado con calma, aspetto che lo scompartimento sia vuoto. Gli do un'ultima occhiata e scendo le scalette.
















L'ho scritto io alle 15:39

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venerdì, 27 agosto 2004

Se dovessi morire domani...

Non mi importerebbe molto morire lasciando un bel ricordo in tutti. E' impossibile, ma soprattutto egoisticamente inutile.
Vorrei passare la mia ultima giornata come tante altre. Vorrei cantare per l'ultima volta dietro il cd della Ghiglioni, quello in cui reinterpreta le canzoni di Tenco.
Vorrei dire a colui che ha il mio cuore, che sarà sempre e comunque suo. Gli vorrei dire che desideravo una vita insieme a lui, una vita normale; una casa modesta ma arredata con gusto, dove tornare la sera, con un pianoforte, un camino e l'angolo bar.
Gli vorrei dire tutte le cose che non gli ho mai detto, perchè le parole avrebbero sminuito tutto. Gli vorrei dire che l'avrei voluto abbracciare prima di andarmene, perchè lui solo può farmi sempre felice.
Vorrei aver inciso la mia miglior canzone su un qualcosa che rimanga nel tempo, non per farla ascoltare a chissà chi, ma per lasciare un buon ricordo in chi mi ha apprezzato anche prima.
Vorrei troppo, ma domani è vicino, e allora mi basta pensare che da qualcuno sono stata amata veramente.
E come se fosse ora di dormire, il mio ultimo pensiero andrà a lui, alla rosa rossa che mi donerà; ma se anche non dovesse portarmene, mi basterà il ricordo del suo immenso Amore...







L'ho scritto io alle 14:58

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mercoledì, 25 agosto 2004

MissPansy in tour

Quasi un mese. Un mese di intenso lavoro. Un mese di distacco dalla mia vita parallela. Un mese con 4 giorni di ferie. Girando mille paesini in compagnia di 14 persone. Un agosto che -mica fa tanto caldo- , un agosto -e spegnete l'aria condizionata, altrimenti stasera cantate voi-.
Nottate in macchina a combattere il sonno, ma quant'era dolce cedere alle sue lusinghe giusto mezz'ora prima di arrivare a casa, tra uno zaino e la testa di qualcuno che si era addormentato 200km prima.

Nottate al confine abruzzese, che tra tante frazioni, proprio a Montenero mi son ritrovata. La gioia di ritrovare Giulia, per niente cambiata, e raccontarsi tutto d'un fiato più di un anno di vita.
Gli sms della mia Fata che è troppo dolce.
Vedere l'aurora quasi tutti i giorni, e stupirsene sempre più. Il profumo particolare che è come se fosse sempre nuovo, eppure tu sei li e lo riconosci prima che fioche luci possano iniziare a diffondersi.

La bella vita che ti gira intorno a Pescocostanzo, e tu sei li a montare gli strumenti. Il calore della gente che applaude anche mentre provi un pezzo...e che ti carica esageratamente.
Un bambino che ti scambia per una cantante famosa, e speri sia per la voce e non per le treccine e la mole.

Bollicine prima di iniziare, e -per favore, cambiate cd, che questo lo so a memoria-
Il volume di Polillo sul jazz con tanto di dedica [non di Polillo eh!], che se non lo leggo nei tempi morti, quand'è che ho un po' di tempo?

Il 3 agosto, una data che non dimenticherò facilmente, e 22 giorni son lenti da passare anche se hai mille cose da fare.

Un agosto come tanti altri, un bell'agosto come pochi. Maglioni di lana e sciarpe di cotone la notte, mentre la stradale ti ferma e ti fa aspettare mezz'ora per pesare il furgone. Pedane in alluminio, e due punti in meno sulla patente.
Impresari che stanno li tutta la sera, e li vedi contenti e felici di intascare quanto guadagna un'orchestra intera, e allora pensi di lasciar perdere tutto e di cambiare mestiere.

Poi, c'è sempre qualcuno che aspetta che finisca lo spettacolo per venire dietro al palco e complimentarsi. E cazzarola -quant'è bello cantare - ...se c'è anche una sola persona che ti ascolta davvero ;-)







L'ho scritto io alle 10:32

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Who's Miss Pansy?





Quando ho scritto l'ultimo post:



musica in ascoltoLa suoneria indiana per il numero indiano del co-co(ancora per poco spero)
cosa penso-6...
studio si, ma cosa?teoria

Weather report soleeee tutti al marreee

Mood saudade, piena saudade

Il coprotagonista




Racconti di Miss...quando Pansy scrive



Angolo obesità e problemi alimentari

Gocce d'aiuto. A loro devo molto!

Forum sull'obesità e i problemi alimentari

Il mio percorso da Feb.08

Al 30/6 -> - 12kg

Attualmente sul comodino

Stop alle abbuffate - Bulimia e binge eating
How many?

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Dal 27 febbraio 07




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