Si. Sono ancora in piedi.
In verità comodamente seduta sotto le coperte. Spegnerò il pc, lo poserò disordinatamente ai piedi del letto e mi rigirerò non trovandoti (è sempre cosi ogni volta che va via un fine settimana).
Lo spegnerò quando avrò finito di vedere e rivedere i cento mega di foto che siamo stati capaci di scattare in questi due giorni passati tra un mare ed un altro.
E mi cullerò poi nel pensiero di te, di tutte le cose belle che sei stato capace di dirmi in meno di quarantotto ore, di come mi hai fatto capire che certe paranoie sono solo mie.
Nonostante sia ancora più scassa....ehm...ancora più scocciante e scorbutica quando quelle stesse paranoie fanno capolino.
E' la continua paura di non riuscire a fare nulla per te quando tu riesci a dare più di tutto a me.
Vogliamo parlare anche dei dribbling al centro commerciale per schivare venditrici e puzze di frittura che ti si attaccano addosso?
Ma soprattutto, ora che me lo vedo davanti, ma secondo te Mou imparerà mai l'italiano?
(pardon, non riesco a fare troppo la seria!)
Grazie

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Il numeretto non è messo li a caso.
Per chi si fosse perso le puntate precedenti, le trovate qui, qui e qui in rigorosissimo ordine cronologico.
L'ing., che segue fedelmente il blog pur non intrufolandosi e non commentando (anzi i commenti nemmeno li legge, dice.) mi ha chiesto esplicitamente: "Di', ma tu lo sai che devi fare quel post?"
Quanto è vero che lo conosco abbastanza (anche se ci sono certi mesi in particolare in cui gli aprirei quella testa intelligente per capire quello che ancora non riesco, sperando di essere rinviata a giudizio), ho capito subito cosa intendeva.
Lo dicevo anche due anni fa: siamo scaramantici su certe cose, sebbene ora, a dispetto di anni e anni fa, non possiamo lamentarci sulla frequenza con la quale ci concediamo delle piccole e grandi fughe.
A onor del vero quest'anno ha fatto tutto Lui. In pratica non mi ha dato nemmeno il tempo di preoccuparmi dell'albergo.
Sempre lo stesso a 5km da Orvieto e dal mega parcheggio con ascensore che ci porterà per le fredde stradine.
Naturalmente la prima volta, forti del nostro essere quasi a casa ci perderemo, ma è tutto scritto.
E l'anno nuovo ci vedrà (se tutto va bene, obviously) per il terzo anno consecutivo all'Umbria Jazz Winter .
Non vedo decisamente, dannatamente, porcissimamente l'ora!

Edit...tanto per gradire!
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- Miss ed i rimedi naturali: se le cose non le sai, non farle! -
Lo sport autunnale/invernale per eccellenza di Miss è mettersi a perder tempo e a coccolarsi dopo una giornata di studio sul divano tra il cicciogatto, un buon libro ed una tisana fumante. Magari con un plaid sulle gambe.
Molto stile vecchina infreddolita.
Questa vecchina quindi, in uno stipo, ha decine e decine di filtri: vari the aromatizzati e non, camomilla, infusi di erbe e fiori...
Tutti già preparati. Tutti già con la bustina apposita. Insomma di quelli comprati già nelle scatoline.
Tutto questo perchè nei dintorni (ma giusto l'altro giorno me ne hanno indicata una ad una ventina di chilometri da casa mia) non c'è un erboristeria che possa degnarsi di tale nome.
Nella mia fantasia bambina ma non troppo, un'erboristeria me l'immagino con un bel bancone in fondo e tanti barattoli, tante scatole con etichette scritte a mano di erbe, semi, fiori. A corredare il tutto un bel bilancino ed un omino dietro il suddetto bancone che ti consiglia, pesa, imbusta...
Qui non ce n'è.
Almeno fino ad un paio di anni fa quando, entrando in una ad una decina di chilometri da casa, ho trovato solo prodotti che potevo trovare in una parafarmacia e schifezze per il tono muscolare.
Da allora son rimasta talmente sconvolta e delusa che ho evitato di girare.
Comunque sia, quando racconto questa cosa al ragazzo di Pansysister (che abita in una ridente provincia toscana), lui quasi mi si sconvolge e mi dice: tranquilla, appena Sister sale ti porto qualcosa.
Io con gli occhi luccicosi annuisco velocemente.
E cosi, mentre ero a scegliere il pane, mi arriva la chiamata della Sister che mi dice: sono in erboristeria, che ti prendo?
Facile a dirsi.
Essendo incautamente impreparata, la prima cosa che mi è venuta in mente volevo assaggiare, sono stati i semi di finocchio.
Finora avevo usato l'infuso di semi, unicamente già pronto.
-Bene- mi dice lei, -cos'altro vuoi?-
Ci rimango. Ci rimango perchè non ero preparata e non ero nemmeno davanti al computer per fare una veloce ricerca.
La butto li e pensando alle mie notti insonni le dico: prendimi la valeriana va!
Scopro quindi che la valeriana oltre che fresca per le insalate, si vende solo in pasticche. Insomma, ora non so se mi hanno detto una cavolata o meno, ma la valeriana secca in erboristeria non si vende.
Dopo aver tristemente scoperto questa cosa mi viene l'illuminazione della melissa. Anche lei dovrebbe avere proprietà calmanti (si, sono un tipo nervoso io oh!).
Chiudo la telefonata tutta soddisfatta e sorridente.
Ieri sera, al suo ritorno, la Sister si presenta con un'infusiera carinissima e questi due pacchettini. Qual gioia! Proprio come me li ero immaginati. Li apro ed effettivamente in uno ci trovo i semi di finocchio (che odore!), mentre nell'altro ci trovo queste foglie essiccate che sono proprio quelle di melissa.
Stamattina faccio una ricerca per capire come devo preparare i miei infusi. In particolare volevo documentarmi sulla melissa e scoprire per cosa veniva usata in fitoterapia.
Ecco, ora ho la certezza di essere sfortunata.
Quante erbe si possono scegliere per farsi una tisana calmante? Penso non poche.
Io quale mi vado a scegliere?
(cliccate sull'immagine per ingrandirla e leggere)
(la foto in alto con i semi di finocchio è della sottoscritta. E quella è la bellissima infusiera avuta in regalo!)
Racconti di Miss. Quando Pansy scrive.
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